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Quando in casa c’è un animale e ci sono anche dei bambini, che da ottimi compagni di gioco, si scambiano reciprocamente effusioni, oppure quando il cane o il gatto servono anche per colmare la solitudine di una persona anziana, per scelta (e a volte per moda), con sempre maggiore frequenza gli animali entrano nelle nostre case e con loro instauriamo uno stretto rapporto di convivenza. E’ importante però che tale rapporto, specialmente quando si svolge entro le mura domestiche, sia correttamente concepito ed impostato. Il primo obbligo per chi vive con un animale è quello di accudirlo nel modo migliore e mantenerlo in buona salute. In questo modo si scongiura il pericolo di trasmissione di alcune malattie. Lleccata-di-canee malattie trasmesse dagli animali sono chiamate, nel loro complesso, zoonosi. Le zoonosi conosciute sono molte, ma, fortunatamente, per la maggior parte di esse il rischio infettivo per l’uomo è molto basso. Alcune sono confinate in prevalenza a limitate aree geografiche o interessano determinate categorie di persone (es. rabbia, leptospirosi,ecc.), altre hanno una diffusione più ampia e interessano anche l’ambito domestico (es.parassitosi, toxoplasmosi). Capitolo a parte quando in alcuni soggetti predisposti, la presenza di un animale in casa può essere causa di allergie respiratorie. Proprio per questo motivo, conoscere i rischi potenziali di questa bellissima convivenza, non deve né allarmare né dissuadere chi desidera avere un cane o un gatto, né tantomeno spingere gli incoscienti ”a disfarsene” se i problemi persistono o non si vogliono risolvere.  Mettere in pratica semplici norme igienico-sanitarie che, di solito, bastano da sole a salvaguardare la salute di chi convive con l’animale, è molto più semplice di quello che si pensa.  E’ notizia ormai diffusa quella che un emerito studioso ha pronunciato in occasione di interviste pubbliche sul tema “non permetterò mai ad un animale di leccarmi la faccia”. questa una delle frasi pronunciate da Neilanjan Nandi, professore di medicina alla Drexel University College of Medicine di Philadelphia.  Oppure “la bocca di un cane è un contenitore di virus e batteri, evitate baci e contatti diretti”, che sempre lui ha scritto. “In realtà è meno pericoloso che baciare un’altra persona – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi – perché il nostro organismo è più predisposto a ricevere infezioni tipiche dell’uomo”. Per evitare spiacevoli inconvenienti e per godere a pieno dell’affetto di un cane o di un gatto, basta prendere delle semplici precauzioni. Ne descriviamo solo alcune che sembrano scontate ma non lo sono affatto.

  • Nella scelta di un animale da compagnia escludere gli animali selvatici o esotici. Oltre ad avere problemi di ambientamento che li rendono più vulnerabili, potrebbero essere portatori di malattie di difficile identificazione.
  • Mantenere gli animali in buona salute e ben curati; sottoporli ai cicli vaccinali previsti e portarli dal veterinario periodicamente per visite di controllo. Saltuariamente, un esame microscopico delle feci è opportuno per la ricerca di vermi.
  • Eliminare i parassiti (pulci, zecche) dall’animale domestico con gli appositi prodotti, seguendo attentamente le modalità d’uso e le avvertenze allegate per evitare la comparsa di fenomeni tossici nell’animale e nell’uomo. In commercio ci sono antiparassitari (in spray, fialette spot-on) che forniscono una protezione prolungata o che interferiscono con il ciclo riproduttivo delle pulci. E’ consigliabile utilizzare gli spray, oltre che sull’animale, anche su tappeti e moquette. Le uova e i parassiti adulti possono infatti sopravvivere anche nell’ambiente e costituire una fonte di reinfezione per l’animale (normalmente i prodotti in commercio non rovinano i tessuti ma è sempre prudente provare prima in una zona poco visibile).
  • Ricordarsi che per i collari antiparassitari l’efficacia protratta nel tempo non è attualmente
    dimostrata.